La danza del ventre, che viene oggi praticata in molti paesi del nord Africa e in tutto il Medio Oriente, ha origini antichissime. Purtroppo non ci sono testimonianze scritte che forniscano dati precisi sulla nascita di queste danze sensuali e armoniose, ma possiamo assurgere con precisione che la loro origine debba ricercarsi sin dai tempi del culto della “Dea Madre”, quando gli abitanti dei popoli antichi praticavano delle vere e proprie danze propiziatorie per la fortuna o per la fertilità.
Ritrovamenti di statuette e reperti storici fanno risalire la diffusione di queste danze nelle aree geografiche del Mediterraneo e dell’India. La danza del ventre ha visto poi una diffusione ampia anche nel nostro paese e solo dopo l’avvento del Cristianesimo con le sue ferree regole religiose, è stata relegata a danza popolare, richiestissima come intrattenimento nei banchetti e nelle feste degli imperatori.
La danza del ventre così non veniva più utilizzata per celebrare una divinità come la “Dea Madre” ma come simbolo di civiltà e di riconoscimento della nazione nella quale veniva praticata. Con l’avvento dell’Islam poi, questa particolare danza è stata bandita da ogni manifestazione, pur continuando a vivere, anche se relegata ai margini di una società in continua trasformazione.
La diffusione della danza del ventre toccò successivamente le popolazioni nomadi, che spostandosi da un angolo all’altro del globo, l’hanno contaminata e l’hanno inevitabilmente arricchita e sfumata di numerose sfaccettature stilistiche come quelle spagnole. Durante l’Impero Ottomano, veniva praticata negli Harem degli imperatori e successivamente si "guadagnò" la fama di danza lasciva e oscena. Questa particolare e complessa danza tuttavia resistette agli attacchi delle credenze religiose e dei costumi, fino ad approdare ai giorni nostri rinascendo e rivestendosi d’arte.
Fu proprio in Egitto che la danza del ventre conobbe la sua rivincita e rinascita agli occhi del popolo. Infatti una donna di nome Badia Masnabny riuscì ad elevare lo stile e la dignità della danza che si andava estinguendo, creando in quelle terre un locale dove le danzatrici potevano esprimere la loro arte e renderla cultura universale di intrattenimento e di sontuosa abilità.
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Il fascino che la danza araba sprigiona ha molteplici aspetti:
A livello spirituale
Consente di liberare l'amore puro che risiede nei nostri cuori, creando l'armonia con tutti gli esseri viventi, favorisce la pace interiore, la saggezza e la consapevolezza della propria esistenza.

A livello astrale
Agisce direttamente sul centro di energia del corpo che si trova nel ventre (plesso solare) distribuendola in maniera uniforme. Armonizza tutti i chakra e dissolve i blocchi di energia che sono la causa degli squilibri.
A livello mentale
Acuisce l'intelligenza, stimola la memoria, favorendo una migliore concentrazione e risvegliando la consapevolezza del momento.

A livello emotivo
Trasforma le emozioni, conferendo alla donna maggiore femminilità, bellezza e soavità, come anche più fiducia e sicurezza in se stessa. Consente alla donna di sbloccare i suoi sentimenti repressi e diventare più audace e provocante.
A livello sessuale
Stimola tutti gli organi riproduttivi e riequilibria i livelli di ormoni. Aumenta il desiderio sessuale e la voglia di abbandonarsi e condividere intensamente un momento ricco di amore.
